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Il Marrone

 

Il colore “anomalo marrone” è una mescolanza fra il rosso e il giallo. L’impulsività, lo slancio creativo, la forza vitale del colore rosso e la dinamicità del colore giallo vengono diminuiti dalla fusione dei due colori fondamentali che ne determinano una vitalità non è più efficace che viene ricevuta dal corpo stesso come passiva. Il colore “anomalo marrone” diventa così un indicatore del livello di disagio corporeo ovvero un indicatore di sensazioni di benessere fisico e di soddisfazione sessuale oppure di disagio o di necessità dì essere liberato da situazioni che creano sconforto, stato d'insicurezza, conflitti o problemi che la persona sente di non saperli risolvere. Qualunque sia la causa, il corpo vive e registra uno stato di precarietà al quale il corpo stesso contro reagisce circondandosi di maggiori elementi di sicurezza.

 

Aspetti emotivi del colore Marrone

Nei confronti di questo colore, a torto o a ragione, le persone assumono un atteggiamento negativo.

Mi piace ricordare che nell’infanzia, il colore marrone, è indicatore della gioia di vivere, del sano e sereno contatto con la vita terrena cioè la materialità vissuta tramite i sensi. In altre parole, il saper gestire le proprie esigenze corporee di alimentazione, di riposo, di sessualità, di cura del proprio corpo, di pulizia, di ordine ecc.. Il saper adattarsi agli ambienti affettivi e successivamente a quelli lavorativi; il saper sentire l’importanza della casa, delle relazioni familiari, del focolare domestico inteso come sostegno affettivo, di amore e di simpatia ecc..

Purtroppo con il passare degli anni, o meglio in età avanzata, la negatività del colore marrone si amplifica progressivamente come conseguenza della “perdita di vigore” nel contatto con la realtà. Il colore marrone non viene più percepito come contatto con le cose genuine come succedeva nel periodo dell’infanzia, ma viene associato alla perdita della propria creatività, una creatività quasi spenta, quasi una sorta di chiusura dell’attività di propulsione vitale. Perdite di vigore, come per esempio la tendenza a rifugiarsi nel limitato orizzonte familiare per tenersi lontano dai problemi e dai conflitti che possono turbare il proprio animo oppure la difficoltà di inserirsi nella vita sociale e di coltivare amore e dedizione verso gli altri, atteggiamenti che pretende dagli altri e dalla propria famiglia oppure il voler vivere una regressione nei bisogni vitali del corpo che per troppo tempo ha trascurato o non ha saputo cogliere il significato del disagio che lui stesso si è procurato con le sue mani ecc..

Ecco perché una persona che si trova a vivere questo disagio corporeo è predisposta ad usare di più questo colore come per esempio sono solite fare le persone anziane che esprimono un evidente e spiccata preferenza per il colore blu e per il colore marrone. Molti anziani infatti vivono una mancata vitalità attiva o si trovano a vivere in una morsa emotiva dalla quale non possono più sfuggire; ecco perché il colore si incarna.

Per questi motivi, il colore marrone può essere considerato un “colore sofferente” che cerca il suo appagamento nei bisogni corporei. Desidero inoltre sottolineare che l’utilizzo saltuario di questo colore non implica necessariamente questi significati introspettivi.

 

 

 

La galleria del marrone

  • Watamu, Kenya
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  • Central Park, New York, USA
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  • Acquario, Genova, Italia
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  • Biosfera, Genova, Italia
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  • Watamu, Kenya

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